venerdì 11 maggio 2007

"La Lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti"
In un articolo pubblicato dalla London Review of Books dal titolo "La Lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti", due docenti, John Mearsheimer (Università di Chicago) e Stephen Walt (Harvard), esperti di strategia internazionale, scrivono che la Lobby israeliana avrebbe preso il controllo della Casa Bianca, che avrebbe spinto l’America alla guerra con l’Iraq e che ora vorrebbe un attacco all’Iran contro gli interessi degli Stati Uniti e per il bene di un solo Paese: Israele. Nelle 83 pagine, i due professori americani descrivono «un’alleanza di uomini e organizzazioni che lavorano dal 1967, dai tempi della Guerra dei Sei Giorni, per dirottare la politica estera di Washington». I due autori fanno nomi, cognomi e ragioni sociali, senza distinzioni di fede (non tutti gli «agenti» della Lobby sono ebrei, specificano i professori, le pressioni arrivano anche dai cristiani evangelici) e di appartenenza politica (ci sono liberal e repubblicani). A destra, citano: Paul Wolfowitz (vice di Donald Rumsfeld, adesso presidente della Banca Mondiale), Douglas Feith (un altro ex sottosegretario del Pentagono), il pensatoio conservatore American Enterprise Institute, il Wall Street Journal. A sinistra: la Brookings Institution, gli editorialisti del New York Times . A muovere questi «tentacoli», l’Aipac (America-Israel Public Affairs Committee) e la Conferenza delle organizzazioni ebraiche. Che con le loro manovre «hanno messo in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo».
La versione completa di La Lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti, apparsa sul sito della John F. Kennedy School of Government, portava in copertina il logo di Harvard. L’ateneo ha poi deciso di prendere le distanze dal saggio, cancellando il marchio e aggiungendo una nota introduttiva: «Le opinioni espresse appartengono solo agli autori».

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