venerdì 11 maggio 2007

Le prime parole di Gordon Brown, annunciando ufficialmente la sua candidatura alla successione di Tony Blair: "Sono stati commessi errori in Iraq".
Sarebbe stato meglio se lo avesse capito prima che in quel disgraziato Paese qualche centinaio di migliaia di innocenti ci lasciasse le penne.
O forse ha letto solo ora quanto scritto da
Thomas Edward Lawrence – detto “Lawrence d’Arabia” alcuni decenni fa a proposito di una precedente invasione: «Il popolo inglese è stato portato in Mesopotamia in una trappola, dalla quale sarà assai difficile uscire con dignità e onore. Gli inglesi sono stati indotti ad andare da una costante mancanza di informazioni. I comunicati provenienti da Baghdad sono tardivi, fallaci e incompleti. Le cose sono andate molto peggio di come sono state riferite, e la nostra amministrazione è stata molto più sanguinaria e inetta di quanto l'opinione pubblica abbia appreso. Per il nostro primato di impero si tratta di una sventura che presto potrebbe diventare troppo incandescente perché sia possibile rimediarvi. Non siamo troppo lontani, ormai, dal disastro.»
Sembrerebbe che sia stato scritto qualche ora fa.

Fra un pò, quando sarà di moda dire che in IRAQ "non si doveva andare", la nostra destra riuscirà a dimostrare che a volere la guerra in IRAQ è stato quel "criminale" di Prodi. E il bello sarà che il 50% degli italiani, il popolo dei caproni teledipendenti con pensiero critico uguale a zero per essere chiari, se la berrà.

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